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07 settembre 2009

autotomia

In caso di pericolo, l'oloturia si divide in due:
dà un sè in pasto al mondo,
e con l'altro fugge.

Si scinde d'un colpo in rovina e salvezza,
in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.

Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso
con due sponde subito estranee.

Su una la morte, sull'altra la vita.
Qui la disperazione, là la fiducia.

Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.
Se c'è una giustizia, eccola.

Morire quanto necessario, senza eccedere.
Ricrescere quanto occorre da ciò che si è salvato.

Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.

Da un lato la gola, il riso dall'altro,
un riso leggero, di già soffocato.

Qui il cuore pesante, là non omnis moriar,
tre piccole parole, soltanto, tre piume d'un volo.

L'abisso non ci divide.
L'abisso circonda.

Wislawa Szymborska


[L'autotomìa è la capacità di alcuni animali di perdere una parte del corpo o di automutilarsi. Viene usata come strategia di difesa lasciando una parte non vitale (un arto o la coda) al predatore. Mentre la parte abbandonata continua a contrarsi distraendo il predatore, la preda è libera di fuggire. La parte monca è destinata a ricrescere.]

04 settembre 2009

210206

Ho sempre pensato all’amore come ad un sentimento di cui l’essere umano si fa capiente vivendo. Si somma l’amore. Non si può mai sottrarre. Man mano che si va avanti nella vita si ama sempre di più. Sempre più persone, sempre più cose. Chi hai amato non smetti di amarlo più. Passa la passione, il vedersi, il relazionarsi. Passa il tempo, le stagioni della vita ma se hai amato qualcuno anche solo per un minuto lo amerai per sempre. Questo penso. Allora esiste un luogo del pensiero e della memoria, un luogo del sentimento che è assoluto: indipendente dagli eventi. Inaccessibile. Dove nessuno può entrare. Che nessuno può saccheggiare. Incredibilmente intimo. È un luogo dove è utile entrare di tanto in tanto per ritrovare il proprio sé, integro, la propria essenza in quel sentimento che ha costituito le fasi dell’esistere fin qui, fino al presente. Noi siamo l’amore provato. Anche per un suono, un odore, un profumo, una luce, un animale, un paesaggio, un luogo, un tempo. Noi siamo l’amore provato. È buona cosa coltivare questa intimità. Per riconoscersi anche nelle esperienze che più sembrano farci allontanare dai soliti clichè comportamentali, nel nuovo, cioè. Ritrovo me nel mio vissuto. Mi porto dietro il mio vissuto ogni momento. Sono il mio vissuto. Non sarei quella che sono altrimenti. Non voglio che solitudine a volte. Anche per valorizzare e comprendere e scegliere l’oggi. Sono arrivata alla conclusione che se vivessi una unica dimensione dell’esistenza ne morirei. Manca sempre qualcosa e la quotidianità, per impostazione, non può conciliare tutte le dimensioni del mio esistere. Manca sempre qualcosa. Ed ora mi sento così… mancare di… mancare di ME. Non mi vado a trovare da un po’. E poi c’è bisogno di coltivare le assenze… di crogiolarsi nella nostalgia… di desiderare l’impossibile… di provare quella malinconia che solo questi sentimenti sanno dare.

[mi ritrovo in me]

26 agosto 2009

soffio d'angelo

Baciami la bocca e soffia vento
e allontana via le nubi
che mi fan piovere dentro
portami su un prato dipinto di stelle
colorato dalla tua mente
sulle pareti del cosmo
e poi stringimi forte
fai leggera la morte
perchè l'amore è parte
eterna dell'universo

Sono ruzzolate le parole
che tenevo nella mente
per finire questa canzone.
Pigra s'alza l'anima e poi vola
e dolcemente si allontana
sulle note di questa nenia

da da da da da...

Apri la tua bocca e soffia vento
e spingimi più in alto
al di là fuori dal tempo.
Bobo Rondelli

22 agosto 2009

L’immagine di te

Come l’alba dentro i vicoli
Mi sorprende il tuo calore
Fingo ancora di dormire sai
Mentre scivoli da me

La tua assenza ha molte vittime
Io che non so più aspettare
Crollano chiese infallibili
Sulle spalle degli eroi

L’immagine di te
L’immagine
Che il desiderio
Non fa spegnere


L’amore che fa impazzire gli dei
Svanisce nei giorni che non avrò mai
Io dove sarò
Tu dove sarai

Notte che già scioglie i vincoli
Scopro al vento il mio dolore
Colmo il vuoto con i simboli
Mentre fuggi via da me

L’immagine di te
L’immagine
Che il desiderio
Non fa spegnere


L’amore che fa impazzire gli dei
Svanisce nei giorni che non avrò mai
Io dove sarò
Tu dove sarai
L’amore che mi separa da lei
Raccoglie la guerra che è parte di noi
Io dove sarò
Tu dove sarai

[radiodervish]

21 marzo 2009

...

A secondo che siamo nello stesso luogo o separati l'uno dall'altra, ti conosco due volte. Sei due persone.
Quando sei lontana, per me sei comunque presente. Questa presenza è multiforme: consiste di innumerevoli immagini, passaggi, significati, cose note, punti di riferimento, eppure l'insieme rimane marcato dalla tua assenza, in quanto è diffusa. E' come se la tua persona diventasse un luogo, i tuoi contorni orizzonti. Allora vivo in te come se vivessi in un paese. Sei ovunque. Tuttavia in quel paese non potrò mai incontrarti faccia a faccia.

Partir est un peu mourir. Ero molto giovane quando ho sentito per la prima volta questa frase ed essa esprimeva una verità a me già nota. Lo ricordo adesso perchè l'esperienza di vivere in te come se tu fossi un paese, il solo paese al mondo dove non potrò mai sperare di incontrarti faccia a faccia, è un po' come l'esperienza di vivere con la memoria dei morti. Quel che non sapevo quando ero molto giovane è che nulla può portarci via il passato: il passato cresce gradualmente attorno a noi, come una placenta per morire.

In quel paese che tu sei io conosco i tuoi gesti, le intonazioni della tua voce, la forma di ogni parte del tuo corpo. Lì non sei fisicamente meno reale, ma sei meno libera.
Ciò che cambia quando sei davanti ai miei occhi è che diventi imprevedibile. Quel che stai per fare mi è ignoto. Ti seguo. Tu agisci. E di ciò che fai, io mi innamoro ogni volta.

John Berger, E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto (2008)

03 novembre 2008


"A volte mi sembra che ogni parola che vien detta, e ogni gesto che vien fatto, accrescano il grande equivoco. Allora vorrei sprofondarmi in un gran silenzio e vorrei anche imporre questo silenzio agli altri. Sì, a volte qualunque parola accresce i malintesi su questa terra troppo loquace".
Etty
[klimt, disegni]

02 novembre 2008

ehi tu! sì tu che leggi, ora, qui...


...sì tu, tu che leggi questo post, questo blog in questo momento,
mi rivolgo a te...
insomma come sei arrivato qui? puoi raccontarmelo?
quali giri, quali parole chiave, quali link
intrecciano le nostre vite, le nostre traiettorie internettiane?

sì perchè vedo che c'è gente qui,
anche se io sono latitante qualcuno ci passa da qui...
è un blogghino silenzioso...il mio silenzio contagia anche voi lettori
che passate senza proferir parola
senza lasciare commenti
senza tracce... se non fosse per quel numerino bianco su nero che scatta, tlac, ad ogni passaggio
e mi racconta che i passanti ci sono...

e sinceramente mi piacerebbe sapere di te, di voi...
come mai...
me lo racconti? me lo raccontate?

11 maggio 2008

mr...


How can I tell you that I love you, I love you
But I can’t think of right words to say
I long to tell you that I’m always thinking of you
I’m always thinking of you, but my words
Just blow away, words just blow away
It always ends up to one thing, honey
And I can’t think of right words to say.

Wherever I am girl, I’m always walking with you
Yes I’m always walking with you, but I look and you’re not there
Whoever I’m with, I’m always, always talking to you
Yes I’m always talking to you, but I’m sad that
You can’t hear, sad that you can’t hear
It always ends up to one thing, honey,
When I look and you’re not there.

I need to know you, need to feel my arms around you
Feel my arms around you, like a sea around a shore
And - each night and day I pray, in hope
That I might find you, yes, in hope that I might
Find you, because hearts can do no more, hearts can do no more
It always ends up to one thing honey, still I kneel upon the floor.

How can I tell you that I love you, I love you
But I can’t think of right words to say
I long to tell you that I’m always thinking of you
Yes, I’m always thinking of you, but my words
Just blow away, words just blow away
It always ends up to one thing honey
And I can’t think of right words to say …

16 febbraio 2008

Cercano di scoprirci
nelle nostre parole
dimenticando che la metà del nostro volto
rimane sprofondata
nel nostro silenzio.

Pitsa Ghalazi

14 febbraio 2008

scrittura di notte

provo a rientrare in questo mio blog.
quando una cosa non è nè pubblica nè privata nè palesata nè anonima smette di avere senso.
insomma perchè entrare a che serve questa scrittura per chi è quanto può spingersi nel dentro di sè senza svelare del tutto quanto può essere più 'esterna' senza diventare inutile e banale?
mi chiedo se non sia il caso di cancellarlo del tutto. o abbandonarlo a se stesso. fuggendo via.
il blog... se ne fa un gran parlare di questo strumentino telematico ed io credo che sia davvero rivoluzionario come aggeggio. questa sua autodeterminazione da parte di chiunque questa semplicità di utilizzo questa sua popolarità economicità versatilità. grandioso. a patto che sia sincero. cioè a patto che abbia senso. serva a qualcosa. o a qualcuno. anche solo al suo 'proprietario'. ciò che resta strano è comunque il fatto che è accessibile da chiunque. conosciuti e sconosciuti. chiunque. e da ovunque. questo apre un baratro di fronte. se non ha senso nel tuo blog poi non ci passa nessuno. come qui.
io l'ho messo su lasciando la mia identità anonima. per giocare. per trasferire i miei pensieri in libertà. ma poco dopo la sua 'nascita' sono stata 'scoperta' da chi mi sta vicino vicinissimo.
allora mi son persa.
non riesco più a dargli senso.
chè tanto per scrivere solo per me mi piace di più la carta.
nè credo perchè non interessa neanche a me che possa interessare il diario quotidiano di qualcuno... pubblico. a meno che non rimane assolutamente anonimo. quindi libero nell'espressione.
non mi sento più libera qui? evidentemente no.
allora ho già altri blog pubblici che 'servono' parti del mio lavoro e dei miei interessi. palesi. palesati. collegati alla mia identità nel mio mondo. lì posso invitare tutte le tante persone che conosco e tutto funziona bene. sono 'utili'. li sento 'utili'.
qui c'è un limbo fastidioso... una difficoltà a metterne a fuoco il 'senso'.
boh.
se non ci torno per mesi è per questo.
ed anche questa scrittura-confessione per chi la scrivo? per il server? per giustificare questo spazio occupato e non onorato da presenza e passaggi? forse. cioè si. per il rarefatto passante che viene a vedere se ci sono ancora? sì anche per lui o lei.

notte!

10 dicembre 2007

mi sbagliavo?

...adesso proprio ora mi sta partendo un'incazzatura... così, d'improvviso come virata... mentre sono mesi forse di più che si matura... inevitabilmente accade un confronto generazionale, di quelli in cui ci inciampi mentre vivi il tuo tempo e per capirlo ti metti a cercare nel passato degli scrittori e della cultura e dei documenti esistenti e guardi indietro e leggi e c'hai sete e non puoi fermarti... devi capire... anche se invece non è momento, che non c'hai tempo adesso, che quel catalogo di scarpe che stai progettando aspetta solo te da tempo immemore e sei a tre giorni dalla scadenza del tempo massimo... anche se non potresti... invece la verità è che non puoi fare a meno di continuare a cercare. questa è. e la rete, il navigare di questi tempi è incredibile come fonte, perchè trovi, appiccicato ad un nome, la versione di tutti, destra e sinistra, tutti compresi i temibili qualunquisti... e allora leggi leggi ed è meglio, così ci capisci anche qualcosina di più... ma la rete, il navigare è una droga. mi fermo. chiudo la pagina, mi alzo, faccio un giro per casa, una capatina in bagno, mi metto il barattolo dei biscotti accanto... e anche lì m'attacco nervosamente, e poi scrivo un sms sulla mia trovata dell'ultimo minuto a p. un tocchetto più grande di me, e a t. che invece già potrebbe essere mia madre. la prima risolve tutto con un "bene! m'incuriosice anche di più!" (il nostro autore, antibasagliano) mentre t. mi tira giù l'elenco degli antibasagliani sparsi ovunque, anche dove meno te l'aspetti... quelli che oggi a volte usano anche il nome di basaglia, all'occorrenza, perchè è comodo, fa figo, giusto per buttarla in politica..., è come dire sto a sinistra senza rischi di essere equivocato, quelli che invece sono antibasagliani negli ambulatori ogni giorno, anche se si trovano nel servizio territoriale e fanno progetti con i servizi sociali del comune... o parlano di lotta allo stigma o checazzonesoio... quelli che li leggi e ti piacciono pure, per come scrivono... e ti compri i loro libri... e poi il tuo amico filosofo... eccetera eccetera.
"tutti sono stati antibasagliani. tutta psichiatria democratica, c. in testa pur avendo fatto carriera grazie a 2 anni a trieste. anche borgna, anche il mio adorato prof c., anche tutta la psichiatria dell'emilia, regione rossa. vedi m. anche se non regge il confronto... e poi i fenomenologi... borgna ecc. e... m.! hanno il peso del 'nazismo' di heidegger da cui non sanno come liberarsi, al di là della teoria e dell'appartenenza di basaglia all'ipotesi fenomenologica. è che è stato ed è complicato, perchè lui è andato molto molto oltre...
beh, che dire, mi viene spontaneo chiedermi, per l'ennesima volta, e mai che mi giunga risposta decente: ma come cacchio ha fatto a passare la legge basaglia in questa italia qui? come è possibile che il modello della psichiatria italiana è avanti, è studiato e osservato, a noi sembra fare acqua perchè c'è troppi antibasagliani!, ma è buono lo stesso... è avanti, son venuti pure dal brasile il mese scorso a vedere come 'funzioniamo' qui... com'è possibile che siamo avanti e nessuno voleva? e t. dice... che erano assolutamente altri tempi... il movimento aveva generato un clima incredibile in cui accadevano cose assolutamente imprevedibili...
"...ma non sai che abbiamo passato! i radicali avevano indetto un referendum e con i tempi che tiravano, divorzio, ecc. è stata varata d'urgenza. infatti non è mai diventata 'attuativa' e questo spiega lo sviluppo 'a macchia di leopardo' che significa che se vuoi la attui com'è stata pensata, altrimenti la 'applichi'... sulle persone... ricovero, farmaci, visite domiciliari, psicoterapia, riabilitazione. come la dd., ma purtroppo come tutti...
è stato possibile perchè erano altri tempi. ora non è più pensabile. c'era magistratura democratica di maccararo, psichiatria democratica, le lotte delle donne, degli studenti. quello che è successo a torino avrebbe provocato uno sciopero generale. oggi chi sa che sono morte 4 persone alla krupps?"

...ecco qua. così è andata. ma qui m'imbufalisco. perchè emerge la divaricazione tra le generazioni. e non credo sia un problema che noi siamo cretini, noi trentenni, e loro son bravi o sono stati bravi. eh no! cazzo! i nostri ardenti spiriti, quando ci sono, vengono sistematicamente vanificati dal pigliainculismo di quest'epoca.
che è l'epoca in cui una come me si fa il culo in quattro per sostenere uno come vendola, che sarebbe quello giusto a giudicare da come ha vissuto, dalle scelte che ha fatto nella vita sua e dalle cose che dice con le lacrime agli occhi o con la voce infervorata, ...e rimane fregata.
così.
semplicemente.
perche lui ha tradito tutti quelli che l'hanno sostenuto e anche se stesso e la sua intelligenza.
io, questo, devo dirlo.
a me stessa, prima di tutto.
io, noi, tutti abbiamo bisogno di futuro, di credere, di lottare contro l'ingiustizia.
sono bisogni ma sono anche diritti.
questi tempi, del dire e non fare, delle campagne fatte solo per conferenze stampa, dell'esiste solo quello che ti dico, sono i tempi che seguono quelli di cui sopra.
e faccio fatica a non pensare che tutte quelle personcine oggi sono sedute al loro posto di lavoro ogni giorno e fanno, fanno, con noi, questa società.
solo che 'loro' sono più grandi e sicuramente posizionati meglio di noi...
è amaro questo mio dire.
m'incazza nel profondo.
anche perchè non è bello additare chi... in una certa misura ammiri.
loro sono stati forti...
ne hanno fatte che ne hanno fatte...
ma che cosa ne è stato?
chi, che cosa, ci ha bevuto il cervello a tutti quanti?
le macchine veloci? si, anche.
il potere, credo io.
il potere acceca.
questo discorso è banale a tratti. come qui in coda. sa di detto e ridetto. forse.
ma io sento e penso questi pensieri, adesso.
e mi ci sono imbattuta sul mio fare.
in puglia ho creduto davvero di partecipare alla storia della nostra nazione.
ci ho creduto veramente. e per questo, allora, non ho risparmiato niente di me.
ho dato tutto quello che avevo. dalla passione alle braccia alla fatica alle idee.
non mi era mai capitato prima.
mi sono detta 'ora capisco la passione politica e civile, ora la capisco anch'io'
mi sbagliavo?

13 agosto 2007

Fabrizio De André inedito.



...bello soprattutto osservare il tratto della sua calligrafia.
il modo di utilizzarla di lavorare sulle idee di leggere di appuntare nei libri a margine del testo o dietro di pensare di ragionare scrivendo.
*
non sono cose senza importanza. sanno dire tanto di una persona.
qui di de andrè. il mio padre musicale, così mi è sempre piaciuto definirlo.
senza mai deludermi perchè mai, credo, l'ho idealizzato.
ora mi è familiare, nel metodo, anche quell'approccio ai libri e alle letture in genere.
ho vissuto come un consiglio di lettura da parte di de andrè il riferimento allo scrittore àlvaro mutis presente nel disco anime salve, nel brano 'smisurata preghiera'.
in una libreria a cagliari ho allora comprato il mio primo libro di mutis, che era l'ultimo uscito per i tipi di einaudi in quel momento. mi è piaciuto così tanto che, come sempre mi accade quando incontro una scrittura che mi cattura, pian piano ho cercato e letto tutti i libri tradotti in italiano di questo grandioso autore colombiano.
ora che ci penso, quest'anno è entrato nella mia vita un altro, lui piccolo, stimabilissimo àlvaro: ha 5 anni e viene dalla colombia.
**
quella calligrafia veloce e maiuscola... veloce e chiara come i pensieri... le idee da afferrare...
una volta è stato nella mia città per un concerto. il tour era quello di nuvole oppure di creuza de ma, ora proprio non ricordo.
io e la mia piccola cricca, il mio amore mio papà mia sorella piccola e qualche altro conoscente,
l'abbiamo atteso alla porta, dietro al teatro. così... senza grosse aspettative...
è uscito dopo forse un'ora. grande sorriso sulle labbra, immancabile sigaretta, lento si è lasciato circondare
senza alcuna ansia o fretta, si è lasciato abbracciare e avvicinare con assoluta semplicità.
abbiamo riso e scherzato insieme forse per mezzora tanto che è stato spontaneo anche scattare delle foto di gruppo
senza avere l'impressione di interpretare la solita cretina parte dei fan in cerca di souvenir...
senza fantismo. semplicemente. ci siamo trovati e la vicinanza la familiarità che un musicista genera e instaura con il suo operato intenso e profondo nell'ascoltatore, che lui mai conosce personalmente, non sono state sdegnate nè snobbate come invece praticamente sempre accade.
questo ho sentito al contrario di tutte le altre volte che ho provato ad avvicinare una persona che ha una sua sfera pubblica. nessuno, tra quelli avvicinati (escluso f.d.a. ovviamente), ci aveva un buon rapporto con questa diavolo di sfera... tutti tesi nervosi snob maleducati rigidi arroganti superiori disumani, o forse troppo umani...
tutte le volte mi son detta, sarebbe stato meglio lasciar perdere. non cercare l'uomo dietro la sua creazione che amo tanto...
è deludente. rovina anche le future fruizioni...

fabrizio de andrè ha lasciato dentro di me un ricordo e un pensiero 'rotondo'
pienamente positivo.
intensamente familiare.
eppure non eravamo amici.
o forse sì!

come ha detto nicola piovani nell'intervista audio a repubblica.it
fabrizio manifestava il suo pensiero 'essendo' quello che pensava.
agendo quello che pensava.
senza bisogno di parlarne.
ecco così.

* [la musica non è simbolica. la musica rappresenta se stessa.
è un fenomeno protomentale, anticipa la ragione. evoca, ma non simbolicamente.]
** [nell'estasi, il coorpo si muove talmente in fretta che resta immobile.
questo nell'estasi mistica come nell'estasi della contemplazione di un'opera d'arte.]
in riferimento all'articolo apparso su Repubblica di domenica 12 agosto 2007
e ai video apparsi su tv.repubblica.it dello stesso giorno. da cui le immagini 'calligrafiche' sono tratte.
una bella galleria di fotografie è visibile su:
http://www.repubblica.it/2006/08/gallerie/spettacoliecultura/de-andre/de-andre.html
o cliccando su questa icona:

24 luglio 2007

ho sempre me


I tuoi grandi sorrisi
accendono il buio
però menti se scrivi che
torni subito

O forse è meglio così
io non t’aspetto
potrei avere qualche problema se tu
tornassi davvero, ma...

[cristina donà, 'ho sempre me' in 'tregua' - le sue parole, i miei pensieri, adesso]

04 luglio 2007

...non è tempo
ormai
per i nervi tesi.
prima vivevo così
ma adesso
non è tempo
per i nervi tesi.
mi sento un pesce fuor d'acqua
eppure è pelle conosciuta
bene e profondamente
ma oggi mi è estranea
mi mette disagio
mi addolora.
è un vestito troppo stretto
- come diresti tu, mi par di sentirti -
l'avevo gettato, non mi serviva
ed ora me lo ritrovo addosso
per un giorno
dal sapore retrò.
non è tempo
più
per i nervi tesi.
aspetto che passi.
semplicemente.
forse troppa noia.

02 luglio 2007

preferisco guardare verso quello che ho
oggetti e sentimenti
quello che sono più che quello che vorrei essere.
tutto frutto di fatica
niente mi è stato dato.
preferisco gioire che nutrire 'la mancanza'.
il bicchiere mezzo pieno
anzichè ciò che manca per riempirlo
- sì quel bicchiere che non capisci! -
preferisco sentire il sapore della vita
della mia vita
ogni istante.
chè è preziosa
luminosa
e sicura
mai uguale
mai.
e guardo avanti
e indietro
e ai lati...
gioisco!

27 giugno 2007

c'è un vagare tra le cose e le parole
che mi annebbia e mi confonde.
ci sono trampolini di tempo
che si affacciano sulla vertigine del fare
che promettono efficenza
che serbano grandi potenzialità
... che si capovolgono con un niente.
una folata di un vento neanche tanto forte.
una parola detta.
una parola scritta.
c'è un territorio fuori controllo
dove tutto può succedere.
un tempo senza tempo
senza calcoli di gestione
o previsioni produttive.
c'è un essere umano.
cuore battente e pancia.
sensazione e sentimento.
tutto qui.

04 maggio 2007

crush

Crazy how it feels tonight
Crazy how you make it all alright love
You crush me with the things you do
I do for you anything too
Sitting smoking feeling high
In this moment it feels so right
Lovely lady
I am at your feet
God I want you so badly
I wonder this
Could tomorrow be
So wondrous as you there sleeping
Let's go drive 'till morning comes
Watch the sunrise to fill our souls up
Drink some wine 'till we get drunk
It's crazy I'm thinking
Just knowing that the world is round
Here I'm dancing on the ground
Am I right side up or upside down
Is this real or am I dreaming
Lovely lady
Let me drink you please
I won't spill a drop I promise you
Lying under this spell you cast on me
Each moment
The more I love you
Crush me
Come on
It's crazy I'm thinking
Just knowing that the world is round
Here I'm dancing on the ground
Am I right side up or upside down
Is it real or am I dreaming
Lovely lady
I will treat you sweetly
Adore you I mean you crush me
It's times like these
When my faith I feel
And I know how I love you
Come on
Lady
It's crazy I'm thinking
Just as long as you're around
And here I'll be dancing on the ground
Am I right side up or upside down
To each other we'll be facing
By love we'll beat back the pain we've found
You know
I mean to tell you all the things I've been thinking deep inside
My friend
With each moment the more I love you
Crush me
Come on
So much you have given love
That I would give you back again and again
Meaning I'll hold you
And please let me always

[DMB]

19 aprile 2007

!

non amo gli atteggiamenti seduttivi a tutti i costi
quelle persone che non sanno relazionarsi alla pari o con semplicità
e invece sfoderano tutte le armi in loro possesso per sedurre irretire ammaliare.
con aggressività... quasi violenza.
in una donna poi è insostenibile.
oltre la seduzione non c'è nulla. il vuoto di qualunque contenuto.
che squallore.
è affascinante invece la bellezza semplicità
emazione di una essenza
espressione di purezza e di onestà...

12 aprile 2007

...l'umano mondo mi ha stancato: io qui.


[always notamax]

...l'umano mondo mi ha stancato.


[notamax (che spero di non aver offeso)]