31 dicembre 2006

gracias



Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió dos luceros, que cuando los abro
Perfecto distingo, lo negro del blanco
Y en el alto cielo, su fondo estrellado
Y en las multitudes, el hombre que yo amo

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el oído, que en todo su ancho
Graba noche y día, grillos y canarios
Martillos, turbinas, ladridos, chubascos
Y la voz tan tierna, de mi bien amado

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado el sonido, y el abecedario
Con el las palabras, que pienso y declaro
Madre, amigo, hermano y luz alumbrando
La ruta del alma del que estoy amando

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la marcha, de mis pies cansados
Con ellos anduve, ciudades y charcos
Playas y desiertos, montañas y llanos
Y la casa tuya, tu calle y tu patio

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me dió el corazón, que agita su marco
Cuando miro el fruto del cerebro humano
Cuando miro el bueno tan lejos del malo
Cuando miro el fondo de tus ojos claros

Gracias a la vida, que me ha dado tanto
Me ha dado la risa y me ha dado el llanto
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes, que es el mismo canto
Y el canto de todos, que es mi propio canto
Y el canto de ustedes, que es mi propio canto.

::::::::::::

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato due occhi che quando li apro
chiaramente vedo il nero e il bianco
chiaramente vedo il cielo alto brillare al fondo
nella moltitudine l'uomo che amo

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato l'udito così certo e chiaro
sento notti e giorni, grilli e canarini
turbini, martelli ed i lunghi pianti di cani
e la voce tenera del mio amato

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il passo dei miei piedi stanchi
con loro ho attraversato città e pozze di fango
lunghe spiagge vuote, valli e poi alte montagne
e la tua casa e la tua strada e il tuo cortile

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
del mio cuore in petto il battito chiaro
quando guardo il frutto della mente umana
quando vedo la distanza tra il bene e il male
quando guardo il fondo dei tuoi occhi chiari

Grazie alla vita che mi ha dato tanto
mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto
così io distinguo la buona o brutta sorte
così le sensazioni che fanno il mio canto
grazie alla vita che mi ha dato tanto.

Violeta Parra

2006>2007

passa il tempo.
passa il 2006, veloce come un... lampo!
sì, veloce!

...ora che sia un buon inizio!
benvenuto 2007

Nada


leggo "Nada".
romanzo NeriPozza, traduzione dallo spagnolo, un libro scritto negli anni quaranta, definito tra i più notevoli del dopoguerra spagnolo.
come al solito le perle tardano ad arrivare in libreria in italia, o, quando anche ci sono, tardano ad essere riconosciute tali, penso al meraviglioso "L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza...
ma tant'è. l'importante è che questo accada.
così ora dopo le avventure di Modesta, che mi hanno accompagnato per settimane al caldo dell'ultima estate, ora le vacanze invernali viaggiano al ritmo del racconto e della vita di Andrea, giovane donna nella Barcellona degli anni quaranta...
meravigliosa la scrittura, sarà merito anche della traduttrice, Barbara Bertoni (che poi, leggo dentro, ha usufruito di una borsa di studio concessa dalla Casa del Traductor di Tarazona, in Spagna... ulteriore nota di merito!)
meraviglioso il ritmo... avviluppante...
ora devo andare, ma voglio aggiungere qualche altro tassello a riguardo... devo infine leggere la terza parte del racconto... l'ennesimo colpo di scena si prepara...

29 dicembre 2006

Nada


Carmen Laforet

13 dicembre 2006

12 dicembre 1969 - Milano, Piazza Fontana - STRAGE DI STATO

"Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero.Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile... "

Pier Paolo Pasolini
14 novembre 1974

24 novembre 2006

welcome to the cruel world


it's a cruel world
try to enjoy your stay

yes it is a cruel world
when you're tryin' to get by
it's a cruel world
when you've seen the look in their eye
makes life hard living
but i'm so scared to die

welcome to the cruel world
welcome

[ben harper nel 1994]

22 novembre 2006

tra stato di necessità e trascendenza.



il chiodo è ai sedentari, dove lo pianti resta inchiodato, ultima minimale derivazione edile.
il nodo si snoda riannoda all'occorrenza, dice l'arrivo del nomade, ne certifica partenza.
nodo e chiodo dell'uomo è la poesia. poesia è subire la forza dell'essere combattendo.
è un'arma la parola, un'arma il tono, il ritmo. forma e sostanza preziosa.
deve essere forte anche quando leggera si fa sinuosa.
un rapimento, un'estasi che brucia e fa silenzio intorno.
far fiorire il deserto, fuori, dove acqua evapora.

farlo fiorire dentro dove l'eccesso satura.
non tanto liberare la fantasia quanto lo sforzo di penetrare realtà, rivelandola, è poesia.
tra l'immaginario e il reale c'è il senso del limite, la finezza d'esser uomini e donne.
l'immaginario comporta espansione illusoria, un appiattimento sulla dimensione orizzontale, ben più affascinante il reale si svela se s'accetta il limite.
tensione tra stato di necessità e trascendenza.

giovanni lindo ferretti "reduce" mondadori. 2006

18 novembre 2006

ritorneremo a respirare


Daremo aria a queste stanze
molto prima che sia Natale
prima che quest'ossido di carbonio
cominci a farci male.

Staremo accanto alla finestra
dritti nell'aria della sera
ritorneremo a respirare
ritroveremo la maniera.

Amore mio.

Non abbiamo scelto un abito scuro
anche se non ci starebbe malissimo
praticando una teoria meccanica
basata sull'aria.

Ma ognuno ha una coscienza segreta
con cui fa il pranzo di Natale
sarà questione di ventilazione
o di sapere che cos'è normale.

Daremo fuoco a queste stanze
molto prima che sia Natale
prima che l'ossigeno che ci danno
cominci a farci male.

Amore mio.

[Ivano Fossati
frammenti da Ventilazione (1984)]

Le bon coup.

"Il colpo giusto, quello che si assesta, o che si conquista quando il suo tempo è arrivato. E' il momento. Cosa da leggersi non nella sfumatura aggressiva, quanto sotto la luce di un trionfo, di una vittoria, di un conseguimento che si aspettava da tempo. Sul piano comunicativo, se è vero che sono molte le persone alle quali è consigliabile una maggior confidenza con il silenzio (anche interiore), per voi ora ci può essere un uso della parola meno controllato. Nessuno è più prigioniero della fondamentale questione della stima di sè. Aprite la bocca e dite. Aprite la bocca e nutritevi come più vi piace. Il colpo giusto non è solo prassi, ma anche risveglio".
Marco Pesatori per il mio segno, oggi

17 novembre 2006

sto.


avevo trovato, vagando in rete, una bella foto di piedi scuri avvolti nel merletto di una gonna bianca... ma mi ritrovo a scrivere attorno ad una testa. la mia? infine non faccio che ruotare nella mia testa. pensieri a turbianare. muscoli del collo tesi. guance rosse come febbre. senza febbre. valanghe di cose da fare e dimenticanze imperdonabili. così sto. di notte sto. di fronte al monitor, ancora, sto. chiudo.

14 novembre 2006

non c'è niente di meglio...

...di un paio d'ore di yoga con un bravo maestro.
stasera non potevo fare un respiro profondo senza che mi partisse uno sbadiglio automatico!
che meraviglia!

13 novembre 2006

per non dimenticare e per conoscere

(ANSA) - CASERTA, 4 NOV - Due internati dell'Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa (Caserta) si sono suicidati nell'ultimo mese. Lo sottolineano le associazioni Antigone Napoli e Città Invisibile. Nell'Opg di Aversa vi sono 308 internati, il 30% dei circa mille internati in tutta Italia.
"Ieri è deceduto - ricordano Samuele Ciambriello, presidente dell'Associazione Città Invisibile, e Dario Stefano Dell'Aquila, componente dell'Osservatorio nazionale sulla detenzione dell'Associazione Antigone - M.M., trentasette anni, sardo, impiccatosi. Il tre ottobre scorso, ma lo si è appreso solo in queste ore, un internato originario di Brindisi, D.G., di quarantuno anni si è tolto la vita in maniera analoga".
"Gli internati in OPG - proseguono Ciambriello e Dell'Aquila - sono persone che hanno commesso un reato ma che non sono pienamente in grado di intendere. Per questo vengono condannate ad una misura di sicurezza, la detenzione in Opg appunto, che viene annualmente prorogata. Accade così, nella pratica, che persone che entrano in carcere per reati di poco conto, scontano decine di anni, se non la loro intera esistenza in un ospedale psichiatrico giudiziario".
"E' bene anche ricordare - concludono Ciambriello e Dell'Aquila - che la presenza in OPG per molti internati non è dovuta ad elementi di pericolosità sociale ma dall'assenza di strutture residenziali che li possano accogliere, perché in molti casi le ASL non intendono farsi carico di questi costi. E quindi il magistrato proroga la durata della misura di sicurezza".
A loro giudizio "queste due morti disperate, avvenute nella totale indifferenza, meriterebbero,da parte di tutti maggiore attenzione. Forse una maggiore conoscenza di questi mondi, dei luoghi della marginalità e un maggior confronto con il mondo sociale aiuterebbero la politica a superare la 'psicosi' da indulto ed a impedire le tragedie di vite dimenticate. In ogni caso - concludono - riteniamo indispensabile una radicale e rapida riforma che porti alla completa chiusura e al pieno superamento di queste strutture".

titoli

sono sempre stata allergica ai titoli. di studio, nobiliari, di casta, di categoria. allergica allergica allergica. chè anzi, se uno c'ha il titolo faccio doppia fatica a scoprire chi è. mi depista. allora negli ultimi giorni ho trovato un manifesto che diceva che nell'accademia di belle arti da cui esco, sta per partire un master esattamente per "titolare" quello che ho sempre fatto da dieci anni a questa parte, più o meno. così mi dico, si dai, dura solo un anno e così mi specializzo. bah! intanto tornare all'idea mi ha parecchio sbilanciato. l'idea di tornare tra i banchi... mi agitava. e poi, conciliare le 1300 ore con la mia già ben piena vita... vabbè. nonostante le forzature ci sono. ci sono, sì, bando alle ciance, che ci vuole! studio disciplina umiltà? si può fare. posso starci. ce la faccio. poi oggi vado lì. domani scade tutto, bisogna consegnare la domanda di partecipazione. vado lì. e già mi sento uno schifo. gli studenti son trattati da studenti. aspetta, che tanto il tuo tempo non costa niente, il concetto denominatore ad ogni gesto. poi c'è sempre il fesso che fa finta di niente ed entra prima di te x le cazzate, fotocopie a scrocco, ed infine a saperlo, è tanto che aspetti e non è qui che puoi avere le tue risposte... cazzo! ricominciamo. altro ufficio. la tizia però mi fa entrare subito, solo che non ne sa un cavolo di niente. vai dal tale prof. ok. corridoi, svolta a dx e poi a sx... cammina. orde di giovinastri quanto meno stravaganti vanno su e giù e ridono e si squariano... tanto c'è tempo... chi ti segue quando studi... bisogna aspettare la sessione giusta, il correre dei mesi e delle stagioni... non puoi certo fare prima di così. io sei mesi studiavo e sei mesi lavoravo. ero troppo veloce e mi avanzava tempo. e poi ho viaggiato e visto e scoperto. la curiosità sul mondo mi ha sempre fottuta. vabbè. digressione. il tale prof sta al telefono, incazzato. parla parla e non la smette più. poi la smette e preferisce la sua allieva a me, benchè stessi aspettando da più di lei. ok. fa niente. finalmente. chiedo. mi dice che non posso partecipare al master perchè non ho fatto i due anni di specializzazione dopo la laurea, benchè del vecchio ordinamento che significa che neanche c'era la specializzazione, che già ti costruivi il corso di studi in maniera da essere più pecializzato in qc piuttosto che in qc altro. aaaaAAAhhh! ma che diamine! lo sapevo che non dovevo neanche pensare di andare a ficcarmi in questo astruso pensiero. tornare sui banchi... bah! che cazzata. solo che adesso, in questo preciso momento mi sento uno schifo. mi sento squalificata dal giochetto che si stanno organizzando lì fuori, mi sento non all'altezza (come titoli), scartata. ok. lo so che non è così. lo so che basta essere una generazione precedente e la formazione per merito che contava prima ora non conta più. che è solo un problema generazionale. che lo risolvo continuando a costruire valore aggiungendo esperienze al mio percorso e cercando di non avvicinarmi mai ai mondi accademici... quali che siano... ma, ora che mi è venuta questa sciocca idea mi son presa una bella botta nei denti. chi me lo doveva dire... uff.

08 novembre 2006

...

La comunicazione è l'opposto della conoscenza. E' nemica delle idee perchè le è essenziale dissolvere tutti i contenuti. L'alternativa è un modo di fare basato su memoria e immaginazione, su un disinteresse interessato che non fugge il mondo MA LO MUOVE.

Mario Perniola, Contro la comunicazione, Einaudi - Vele 2004

droghino

...sarò entrata ed uscita dal blog forse 100 volte.
ho messo le mani sul template ed è un gran divertimento modificare misure font colori proporzioni dimensioni... io, proprio io, non potevo sopravvivere in una pagina prefabbricata... ho trovato il modo... anche se ancora qualcosina non mi piace. vorrei capire come far comparire un avatar insieme al profilo, vorrei capire come modificare i titoli degli elenchi (quelli prefabbricati appunto) e personalizzare ogni singolissimo passaggio. qualcuno può aiutarmi?

boh.
intanto tornata dal lavoro stremata, mi son messa qui e mi son volate più di due ore.
volate.

è un droghino questa storia!